Il Maestro è nell'Anima


22 Ottobre 2021


Oggi ho ricevuto la notizia della scomparsa del mio Maestro. Era Guido Tagliabue, il primo oboe dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino.


[…]

Iniziai con il flauto. Il mio insegnante era Pierluigi Mencarelli, un uomo austero, rigoroso e spietato con chi gli dimostrava di non aver talento e spirito di sacrificio. Un giorno convocò anche mia madre, per dirle che non sarebbe stato responsabile se un giorno suo figlio fosse finito per strada chiedendo la carità. Io rimasi atterrito, e lei in lacrime. Tuttavia non ero affatto convinto che quell’antico maestro avesse ragione, ma neanche che avesse poi tutti i torti. Quindi feci subito vendere il flauto e incominciai a suonare l’Oboe.

Il passaggio fu agevolato anche da un evento che non aveva niente a che fare con me: mia madre a quei tempi s’innamorò di un attore che somigliava a mio padre e che proprio come lui aveva un neo nero sulla guancia sinistra. Quando vide “Anonimo Veneziano” non le fu difficile identificarsi in Florinda Bolkan, fino ad innamorarsi perdutamente anche del suono dell’oboe.

“Vi sono profumi freschi come carni di bimbi, dolci come oboi, verdi come i prati…” (Charles Baudelaire)

Quindi cambiai maestro. Il mio nuovo insegnane era Guido Tagliabue: un uomo schietto e diretto che non la mandava a dire a nessuno. Lo tradiva soltanto la sua voce stridula che poco gli si addiceva. Mi fece subito comprare un Loréé, che ai tempi era lo strumento più prestigioso. Andavo a lezione in autobus e lo tenevo fiero sotto l’ascella nella sua custodia in pelle, proprio come faceva il mio Maestro quando usciva dal teatro dopo il concerto. Ingenuamente credevo che tutti sapessero che era un oboe e soprattutto un Loréé, ma adesso so per certo che nessuno si è mai chiesto cosa ci fosse dentro. Nessuno poteva neanche sapere quanto tempo un bravo oboista deve dedicare alla costruzione dell’ancia…e quelle del "mio" Maestro non erano ance qualsiasi, ma piuttosto autentici capolavori d’artigianato applicato alla fisica del suono, che solo i suoi fortunati allievi potevano avere il coraggio di imitarne la costruzione.

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L’oboe “da il La” non per virtù, ma perché non può accordarsi. Io ho sempre pensato che non volesse farlo sapendo d’essere il principe dell’orchestra. Sono gli altri quindi che devono adattarsi a lui. Guido Tagliabue questo lo sapeva fin troppo bene: “una nota lunga soltanto, sospesa sopra l’intera orchestra, riusciva a far sembrare il suono dell’oboe più bello d’ogni altro strumento”.

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Il Maestro si arrabbiava di rado perché era sempre arrabbiato contro qualcuno o qualcosa, quindi non ci facevo mai troppo caso. A volte mi diceva: “Ne nasce uno su duemila con il tuo talento, e anche di perfetti imbecilli come te ne nasce uno su duemila. Ma per me era solo un gran complimento: in fondo perché dovevo dimostrare a tutti di saper suonare, quando io e il mio maestro lo sapevamo già?” Infatti la mia carriera di oboista durò solo un’estate. Dopo il diploma anche l’oboe fece la fine del flauto, e venne sostituito da una tastiera che a malincuore mio padre mi portò da Tokyo un giorno di capodanno. Da li successe tutto quello che i libri di storia non riporteranno mai: tutta la mia vita insomma.

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Trentasette anni più tardi, due mesi fa, ho avuto bisogno di sentire il mio vecchio Maestro. Temevo che ormai si fosse dimenticato di me, ma invece è stato felicissimo di risentirmi. Abbiamo parlato a lungo e alla fine gli ho scritto anche un messaggio, che si concludeva così:

“Il Maestro è nell’anima e dentro l’anima per sempre resterà.”

Avevo fatto appena in tempo. Oggi Simona Donati mi ha dato il triste annuncio, invitandomi domani a un concerto in sua memoria al Conservatorio. Purtroppo io non potrò entrare perché non ho il Green Pass, quindi resterò fuori come un barboncino legato a un palo della luce, e aspetterò la fine del concerto per incontrare tutta quella la gente che non ho mai più rivisto. Ma alla fine chissà se in questo giorno così importante non ci sarà nessun passaggio dì consegne e io resterò per sempre un’allievo: indisciplinato, presuntuoso, pigro, inconcludente…ma con un Maestro nell’anima, e che nell’anima per sempre resterà.

Andrea Mariotti





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